Ricettario di Famiglia


Antico ricettario Sardo dei miei nonni

Se ami la cucina sarda autentica, quella fatta di gesti antichi e sapori che sanno di casa, nel mio ricettario troverai molto più di semplici ricette.
È un viaggio tra tradizione, memoria e cucina vissuta, pensato per chi vuole portare la Sardegna in tavola, ovunque si trovi.

Scopri il mio ricettario di cucina sarda👇👇👇

  Qui trovate il mio ricettario di famiglia, se vi interessa conoscere le ricette Sarde antiche della mia famiglia potete dare uno sguardo cliccando sopra👇👇👇

Antico ricettario Sardo

Tratto dall introduzione:

"Che la Sardegna sia un luogo straordinario, non sono di certo io il primo a dirlo. Anzi ritengo sia più imparziale il giudizio che la maggior parte dei visitatori porta a casa al suo ritorno dalla mia regione d’origine. Dopo anni passati a girare il mondo ho imparato ad apprezzare ancora di più le mie origini. Ma senza mai mancare di rispetto i luoghi che mi hanno ospitato. Anzi ho sempre cercato di cogliere le gemme non solo culinarie ma anche culturali che caratterizzano i vari territori.

In un epoca dove le ricette sono ovunque, dalla televisione a Internet, che senso ha scrivere un ricettario di famiglia? In Sardegna, ma non solo si sa, ogni famiglia ne possiede uno. Magari conservato tra le tovaglie di un cassetto della credenza, magari in qualche angolo della cucina. Magari si tratta di un semplice quaderno, con qualche macchia. Eppure dentro ci sono le scritture a mano di nonne, mamme, sorelle. Non è la ricetta del grande Chef Stellato Onnipotente, e nemmeno la ricetta della influencer su Instagram. Ma Sono ricette sicure, che sono state spesso tramandate da generazioni. Sono semplici, ma soprattutto sono ricette che rievocano in noi ricordi indelebili della nostra infanzia, sapori che ci legano a persone che spesso non ci sono più. E poco importa se ai giorni nostri può esistere una versione della stessa ricetta più sana magari con meno calorie o con un sostituto dello strutto per esempio. Quella era la ricetta originale, ed è grazie ad essa che sentiamo vive le persone a cui abbiamo voluto bene, e che hanno impresso nella nostra memoria nella nostra memoria dei sapori che automaticamente hanno il potere di rievocarle.

Nel mio percorso da Cuoco, prima nelle scuole e poi in giro per il mondo, ho capito tanto sul valore della tradizione e del mio passato. Nella mia famiglia, nonostante mangiassi la nutella davanti ai cartoni animati Giapponesi, esistevano ancora tradizioni legate alla raccolta e produzione di cibo autentico. Ci si apriva alla modernità ma si restava con un piede nella tradizione. E sono felice di aver potuto vivere queste esperienze. D’estate si andava al mare e si pescava quello che il mare aveva da offrire, io ed i miei cugini stavamo in spiaggia a cercare le telline tra la sabbia del bagno asciuga mentre miei fratelli maggiori e mio padre facevano pesca subacquea. Mio zio preferiva la pesca a canna Non lo facevamo per necessità era più uno stile di vita.

Poi c’era la raccolta dei pomodori nei campi vicini all’argine. Erano i campi di Ziu Didu. Spesso più che raccogliere i pomodori con i miei familiari, mi mettevo a seguire le libellule. La conserva tra raccolta e produzione durava anche dieci giorni. Si iniziava con la raccolta appunto poi la sterilizzazione delle bottiglie, il lavaggio e bollitura dei pomodori, che andavano poi passati, e infine imbottigliati e tappati.

Come non menzionare il rito della raccolta delle olive. Apprezzare un prodotto significa capire cosa ci sia dietro. Conoscere le piante dalla fioritura sino al momento della raccolta. Rimuovere i “succhioni” che crescono attorno alla radice. Tenere pulita la pianta. Imparare da un esperto l’arte della potatura. In modo che la raccolta delle olive risulti più facile.  L’oliveto inoltre, assume anche una funzione emotiva, infatti, non si andava solo in campagna a raccogliere le olive. Spesso quando ci si recava in quel luogo isolato e bucolico, si andava a fare una scampagnata e si riuniva tutta la famiglia. A volte si andava anche con degli amici a fare degli spuntini. Per me ogni volta che utilizzo l’olio di produzione del terreno di famiglia. E’ come usare un ingrediente magico. Ricordo una volta, durante una missione in Antartide, in pieno inverno. Lo feci gustare ai componenti del gruppo, su dei crostini di pane casereccio su cui avevo sfregato dell’aglio. Per me fu come entrare in contatto con la natura e con una fonte inesauribile di ricordi. Per gli altri fu allo stesso tempo emozionante perché raccontai tutto il processo produttivo e furono tutti  entusiasti. Un olio Magico davvero. In grado di insaporire qualunque pietanza e aumentarne l’energia."


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